Cronaca nera: un 7 luglio a Reggio Emilia

Cronaca nera: un 7 luglio a Reggio Emilia.

Piazza San Prospero[Update: 09.07.2010, 19:15]
Che ieri a Reggio Emilia non ci fosse una sola bandiera a mezz’asta, né una manifestazione proprio laddove, il 7 luglio di cinquant’anni fa, i cinque martiri sono caduti, mi ha un po’ infastidito. Il Comune targato Pd ha invece preferito l’opzione fritto misto: in fondo era mercoledì, serata protagonista da qualche settimana delle notti rosa, evento popolare in centro storico, una cosa simpatica tutto sommato anche se culturalmente vicina al nulla in fatto di programmazione, con tanto di maxischermo e cartoni animati d’antan. Il discorso di inaugurazione dell’iniziativa, davanti ai bimbi, è stato imbarazzante: «È tempo che i reggiani si riappropriano il loro centro storico», strategia particolarmente nuova ed efficace per l’integrazione degli extracomunitari in territorio arzan.

[UPDATE: 09.07.2010, 18:51] C’è polemica intorno all’articolo
in seguito alla sua pubblicazione sulla pagina facebook di Informare per resistere.
Vi invito a seguire i commenti, che includano delle mie risposte, qui
e a LEGGERE IL TESTO in coda a questo articolo ]

Passando poco dopo le 17, ora della strage, nel punto esatto dove cinque persone sono state ammazzate dalla polizia di Stato del governo Tambroni, tra il Teatro Valli e via Crispi, non ho notato niente di diverso dal solito. Faceva solo un po’ meno caldo. La commemorazione è stata dislocata un po’ più in là, nell’ameno scenario del Parco del Popolo.

Anche alla sera, il senso geografico del luogo effettivo del pluriomicidio di Stato era negato alla folla: una rassegna estiva accoglieva uno spettacolo – il cui valore non viene messo qui in discussione – dedicato al 7 luglio, sulla piazza che ha visto nascere il Tricolore italiano, Piazza Prampolini, un po’ come se si volesse commemorare la presa della Bastiglia sugli Champs Elysées. In quella stessa piazza, i reggiani – più che il Comune di Reggio – hanno permesso alla Lega d’insediarsi durante una recente campagna elettorale (pulirsi il culo con la bandiera non è mai stato così facile), per poi vederla conquistare più del 20% nel centro storico.

Ma il peggio è accaduto nella tarda serata del 7 luglio, verso le 2 del mattino. Mentre i bar di piazza San Prospero erano ormai in chiusura, da una parte all’altra della piazza all’improvviso risuona una musica poco soave proveniente da uno dei locali. Accompagnata da un sostegno vocale in versione « corale », elettrificato: nientemeno che “Faccetta nera”, canzone fascista, sparata e cantata a bomba. Un 7 luglio a Reggio Emilia.

Qualcuno si mette a urlare «fascisti di merda» dal centro della piazza, sono pochi ma disgustati. Un altro entra e si sfiora la lite. Gli viene risposto che il bar è chiuso, che in quel caso è un luogo privato e che vi si fa quel cavolo che pare a chi ci sta dentro. La discussione dura un po’, inutilmente, e gli animi surriscaldati di entrambe le parti alla fine preferiscono evitare di arrivare alle mani.

Però, un altro uomo in piazza non ci sta proprio. È un extracomunitario e ha capito tutto. All’incirca cinquanta metri dal luogo infestato ci sono due casse piene di bottiglie vuote, provenienti dal bar attiguo, in attesa di essere buttate. L’uomo grida e inizia – è da solo – a scagliare bottiglie in aria in direzione del luogo dove sono rintanati i neocamerati, che hanno ricominciato il coro. Fa esplodere il vetro in mezzo alla piazza, a una decina di metri dalla porta nera. Poi fugge.

Stando alle ultime notizie, poco dopo i nostri fascisti in erba sarebbero usciti in cinque o sei, gestore incluso, con scope e bastoni in mano, col chiaro intento di massacrarlo di botte. Sembra non sia successo, ma questo non l’ho visto. C’è chi pensa che potrebbero aver convogliato la loro rabbia sul piccolo monumento eretto in via Crispi in memoria di Lauro Ferioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli. Tutti morti cinquant’anni fa, a Reggio Emilia, ammazzati dalla polizia di Stato.

I piccoli fascisti se li ricordano davvero i martiri del 7 luglio. E hanno deciso di fargli la festa.

Om

[Update: 09.07.2010, 19:15] Quello che ho scritto sulla o sulle commemorazione/i (vedere link qui sotto) è un parere soggettivo, personale, polemico -certamente- di qualcuno che pensa che si sarebbe potuto fare molto meglio e/o diversamente, pure con meno interventi e istituzione. Prima di tutto che non sia integrato ad una rassegna estiva (‘perché altrimenti sarebbe costato troppo’, a quello che ho capito) ma faccia prima di tutto parte della città stessa. Bandiere a mezz’asta in primis.
A livello di città, di COSCIENZA COLLETTIVA, è stato A PARERE MIO, inesistente.
Il punto principale però, è che Reggio Emilia è molto malata e che sarebbe tempo di curarla, di affrontare il problema, i tanti problemi.
Tanta ‘gente per bene’, tanti soldi, sempre più ‘outing’ neofascista o leghista spesso nascosto da ‘eh sì io sono razzista e poi vorrei vedere’… Lo spirito di resistenza non c’è più. C’è l’immobiliare comunista e tante porsche. Il rosso lo vedo molto su delle Ferrari, magari in piazza. Non si vedono neanche i giovani in città (l’ultima volta che ho visto un* ragazz* con una chitarra in mano sarà stato nel.. 2004?) se non impegnati letteralmente a sfasciarsi la testa di venerdì e sabato sera sulle piazze.
Qualche mese fa c’era un incontro in città, con un persona autorevole, per parlare della P2 a Reggio. Sono andato, eravamo in 12, forse meno, eta media 50 anni. Nel frattempo circa 2000 persone a farsi l’aperitivo in piazza. E chi se ne frega, mentre, ripeto, i voti reggiani danno uno scudo europeo a Motti. E per esempio ho ricevuto nella buca delle lettere un elenco telefonico firmato Motti (!!!), con prefazione di Costanzo e tanta pubblicità di commercianti che ci stanno, a quel gioco, che sia la P2 o P3 o P4… Ma il programma del 7 luglio, no. Parlo anche di questo. Magari darsi da fare?
Perché sapete anche benissimo che alle prossime elezioni quasi certamente la sinistra dovrà affrontare un secondo ‘tour’, e chi sa forse perderà (e sarà ‘storico’). Che il centro storico è una fogna particolarmente per quello che riguarda la criminalità organizzata. Ed è pieno di smemorati.
Qui, proprio a RE, ci sarebbe tanto da imparare -lo dico da francese, che tanti problemi ce le abbiamo, ùùùh- almeno dal passato e dallo spirito di Resistenza, vero, non da marketing istituzionale. Gente che ci ha lasciato la pelle, consapevole o no.
Ringrazio per l’attenzione, e smettiamolo di distogliere lo sguardo dall’argomento.
Om.
Ps. Non ci dimentichiamo, dunque, che questo è il parere di un francese embedded a Reggio Emilia. Sono cresciuto ALTROVE.
Ps2. Qui il programma delle manifestazioni: http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/manifest.nsf/ManifestazioniWebComuneViewHP/D3A793495044C548C125774200410454

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4 Comments

  • MA CHE CAZZO STTE DICENDO SONO 15 GIORNI CHE STIAMO COMMEMORANDO, RIATTUALIZZANDO LE VICENDE DEL LUGLIO 2010 LA MATTINA DAL 7 LUGLIO SI E’ SVOLTO IL DIRETTIVO DI TUTTA LA CAMERA DEL LAVORO E DI TUTTE LE CATEGORIE.ALLA PRESENZA DI TORTORELLA ROBERTO NALALE, REICHLIN, REVELLI. SONO INOLTRE INTERVENUTI MOLTI DELEGATI
    AL POMERIGGIO ALLE 17.00 SI SONO COMMEMORATI I CADUTI CON IL SINDACO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA COSSUTTA E MONI OVADIA. ERA PRESENTE AMODEI CHE HA SCRITTO E CANTATO  » PER I MORTI DI REGGIO EMILIA. LA SERA L’ARCI HA FATTO UN CONCERTO CON DIVERSI GRUPPI. PERTANTO RETTIFICATE. REGGIO NON DIMENTICA !!!!!!! ORA E SEMPRE RESISTENZA

  • Non ho assolutamente NIENTE, ma PROPRIO NIENTE da rettificare. E’ ben chiaro?
    E pubblico il tuo commento senza nessun problema.
    Si vede che l’unico problema che c’è nel mio articolo è di aver messo in dubbio l’efficienza, l’IMPORTANZA della commemorazione, che ho trovato, ribadisco, assolutamente ‘sotto tono’. Non puo essere tutto un compito istituzionale.
    Intanto i fatti che ho descritto nella seconda parte dell’articolo, ai quali ho assistito in maggior parte, sono accaduti.
    Om.

    ps. Se vuoi essere pubblicato di nuovo qui, dovrai evvitare la volgarità (e, chi sa, evventuali bestemmie).

  • Si descrive una situazione, si descrive una sensazione: del resto non è un mistero che ci sono state anche le solite polemiche scaricabarile dei Partiti, quando l’oggetto unico vero di discussione era proprio quel finto mistero di come si sia potuto sparare così sulla folla. Eravamo già un democrazia.

  • Ora e sempre cosa? Resistenza? Ma valà…
    La resistenza caro mio si fa a farsi fottere con gente come te.
    Speri nel tuo amico sindaco, vasco errani, moni ovadia?
    Ah sì, e chi altro: il papa in persona?
    La verità -come ha ben scritto olivier- è che noi reggiani non resistiamo orami da tempo; e direi che la prova vera e propria è questa di un caro amico francese che ce lo viene a comunicare.
    Non sono sconcertato dai neo-fasci, i neo-fasci esistono eccome e più di quanto crediamo sotto mentite spoglie. Sono sconcertato dalla solita cazzo di retorica, di commemorare,
    commemorare? Facciamo i fighi, sì, commemoriamo.
    Facciamo le « notti rosa » valà, che ci riescono meglio.
    Lasciamo stare il commemorare, se non per commemorarci
    noi, che sarebbe meglio; noi che non esistiamo più-

    Quanti giovani c’erano in piazza a commemorare?
    Quanti a bere shampoo in san prospero?
    Allora, la testimonianza è questa? Non male direi.
    Venite, venite pure con le maglie a righe, venite da genova,
    dalla genova anarchica di piero ciampi, venite a fare proseliti e a farci ricordare… vi ringraziamo, grazie cari miei.