« Hurrah Boys! Let’s get these last few reds then head on back to camp. Hurrah! » *
Chief Renata no lista -stop-
dichiara <<ci sono dei ricorsi ma sinceramente non lo so>> – stop -
invio massiccio acqua di fuoco stasera – stop-
mandare truppe all’alba – FINE -
« Il fermo immagine è nitido, nonostante l’oggetto particolare sia poggiato contro il muro, in un angolo, capovolto. Quest’oggetto è un ritratto in bianco e nero di Ernesto Che Guevara che fuma il suo sigaro, in una delle espressioni più affascinanti del suo repertorio iconografico. Non è specificato se la stanza mostrata sia quella personale del giudice, comunque il comandante è lì, nell’ufficio del Tribunale di Roma, pronto per essere portato via, spostato, o appeso. Incorniciato con cura, il guerrigliero argentino. »
Il Che, comunque
Senza fermarci troppo sul RIDICOLO (« Non è specificato se la stanza mostrata sia quella personale del giudice, comunque il comandante è lì« ), la video incriminata è qui e la foto di cui parliamo (fermo immagine pubblicato dal Giornale) è questa:
Il Duce, senza dubbio
Vittorio Feltri, lui, ha -o aveva?- il busto del Duce da qualche parte sulla sua scrivania. Senza comunque, senza se e senza ma. Accertato da « Annozero » nella puntata del 24 settembre 2009 (si vede benissimo à 0 min. 40 sec.). La notizia è stata ripresa nello stesso periodo da Marco Travaglio in un editoriale del Fatto e svilupata dal Nichilista. Voilà.
vV ¹ questo il titolo sulla versione cartacea stamattina (sullo spazio web del Giornale è « Il giudice che escluse gli azzurri tiene in ufficio il ritratto del Che »)
Tra violenza interetnica e crociata mediatica, sono sicuro che da qualche parte ci sarà pure un giornalista.
Dopo aver ascoltato France-info (attualità in versione loop¹) ieri per qualche ora ho pensato: « beh, si vede che oggi a contare i morti ci mandano soprattutto i giornalisti». E’ stato dopo aver sentito per 37 volte un french reporter descrivere il pezzo di carta col quale si votava in Iraq (osservazioni sulle dimensioni A3 e A4), magari in attesa, chissà, dello scoop di una nuova bomba e di eventuale strage da coprire in presa diretta.
Il mio loop ce l’ho però anche stamattina sulla stampa italiana (Corriere, Stampa, Il Giornale, Repubblica, dove l’orrore non basta mai e deve avere un nome: lo straniero, l’Islam. Infatti, quello che si capisce leggendo i maggiori titoli del web è che 500 cristiani (noi) sono stati massacrati da orde di musulmani (loro) scesi dalla montagna (oltre il fiume Po) >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Daniela Santanché a en commun une évidente vulgarité à caractère xénophobe avec son ex-chef de parti Francesco Storace (La Droite, la Destra), qu’elle a rejoint pendant deux ans après être sortie d’Alliance Nationale, l’ex-parti néo/post-fasciste alors présidé par Gianfranco Fini. Aujourd’hui elle dirige le Mouvement pour l’Italie, allié du PDL berlusconien. Le 1er mars 2010 elle est entrée au gouvernement « Berlusconi IV ».>>Tout lire>>Leggi tutto>>
Le règlement, proposé par le centre-droit au pouvoir, a été approuvé à la majorité malgré la protestation de l’opposition. C’est la première fois qu’une commune soumet le droit d’entrée à un service public à un critère religieux.
MANTOVA — « L’école maternelle ? Seulement pour les enfants des familles qui acceptent « l’inspiration chrétienne de la vie ». Le règlement a été approuvé à la majorité par le conseil communal de Goito sous les protestations de toute l’opposition locale. Une contestation a été envoyée à l’Anci¹. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
SostieneGiuseppe Pisanu che: «è necessario un profondo rinnovamento del ceto politico. A condizione che lo si realizzi con strumenti neutrali: non sia la magistratura ma la politica a guidare il processo, o meglio siano gli elettori, grazie a una nuova legge elettorale che consenta ampia libertà di scelta. »
Il Resto del Carlino, di domenica, fa due chiacchiere con Maurizio Lupi:
Ma siete diventati un partito di giustizialisti?
« Assolutamente no: non è nel nostro DNA » protesta Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera (PDL)
Protesta(no). Un attimo! sarà mica lui l’uomo mistero?
vV Tratto di « Non faremo le liste con la psicosi del sospetto » di Antonella Coppari / Resto del Carlino di Reggio Emilia 21.02.2010 – pagina 5. La musica è qui
Fa sempre gran piacere di vedere quanta fretta hanno i giornalisti del Corriere della Sera quando si tratta di communicarci le chiavi di lettura essenziali dell’informazione italiana. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
300 Aquilani pénètrent dans leur centre historique par la force
« Reprenons la ville. C’est le slogan qui accompagnait aujourd’hui la manifestation qui a eu lieu à L’Aquila, dans la « zone rouge », celle du centre historique jamais rouvert, militarisé et contrôlé. Un amas de ruines. Resté tel quel, le décor quotidien depuis le 6 avril 2009. Celui de tous les centres historiques qui furent touchés par le séisme des Abruzzes.
Pour la première fois, les Aquilani ont forcé les barrages des forces de l’ordre. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
« Per tutti noi sai che cosa sei. Quindi sai che ti vogliamo bene, io ogni mattina nella mia preghiera quotidiana… »
« Cuffaro è stato condannato in primo grado a 5 anni per aver avvertito sia Aiello sia il boss Giuseppe Guttadauro delle indagini e le intercettazioni disposte nei loro confronti. Il presidente della Regione non viene arrestato, e i magistrati si dividono tra alcuni che vorrebbero tener duro l’accusa sull’accusa di concorso esterno, e altri che propendono par la sua archiviazione, lasciando solo i reati minori. Lo scontro sarà dilaniante. Il 12 novembre 2003, all’indomani degli arresti di Aiello e di due marescialli di polizia giudiziaria accusati di essere le talpe che informavano sugli esiti delle indagini, Silvio Berlusconi aveva chiamata Cuffaro per informarlo sugli orientamenti “all’interno dell’ufficio che si sta occupando di queste cose”. Due mesi dopo, i carabinieri intercettano una nuova telefonata fra Berlusconi e il presidente della Regione siciliana. È il capo del governo a chiamare a casa di Cuffaro da Palazzo Chigi. Sono le 19.51 del 10 gennaio 2004. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
« Sono profondamente deluso dalla scelta di Antonio Di Pietro di appoggiare De Luca in Campania allineandosi alle posizioni del PD.
Avevo creduto nelle assicurazioni che mi erano sta fatte a Vasto da Di Pietro di volere rinnovare e ripulire il suo partito per farlo diventare il partito della Società Civile, il partito dei giovani dagli ideali puri, il partito di chi ha come ideali la Verità e la Giustizia, il partito della gente onesta, un partito fatto solo di persone degne di sollevare in alto la nostra Agenda Rossa.. Mi sono sbagliato, sono stato ingannato. Sono vicino a Gioacchino Genchi che ha annullato tutti i suoi incontri in programma con esponenti e candidati dell’IDV, concordo con le parole di Sonia Alfano che ha definito quello fatto da Di Pietro al congresso IDV un tradimento morale. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
« Mi spiace moltissimo per gli amici ed i tanti giovani dell’IDV che mi sono vicini. Dopo le ultime performance del congresso ho deciso di revocare la partecipazione a tutti gli incontri organizzati dall’Italia dei Valori. Per me la coerenza coi miei principi e la determinazione nel perseguirli sono più importanti delle …ovazioni di un congresso. Vi abbraccio tutti. Siete e rimanete comunque una speranza per l’Italia. » >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Ieri mattina, l’IRAN era lì, al confine italiano. Tutta la stampa stra-titolava in prima pagina sull’aggressione iraniana all’ambasciata italiana. E tutto il web giornalistico pure. Da nessun’altra parte, però. Intanto Frattini, grand Visir degli Esteri, chiamava a sanzioni (categoria: esemplari), al consenso internazionale seno europeo intorno al futuro candidato al Nobel della Pace 2010: Silvio Bin Lusconi (in tutta discrezione siamo passati dal delirio senile ad una candidatura concreta, dicono).
Insomma, eravamo sull’orlo di una crisi internazionale. Nella stampa italiana. Un pochino più avanti nella giornata, questi titoli hanno ripreso il loro posto naturale: in fondo a destra, affiancato allo sport. Un pò come si è fatto con gli eventi di Rosarno, di cui Il Giornale ha parlato solo per inserire la parola « NEGRI » in prima pagina. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Dall’Aquila alla Protezione Civile SpA – Comando e Controllo
« E’ il 6 aprile e un’intercettazione telefonica (via la Repubblica) fra Francesco Maria De Vito Piscicelli (Opere pubbliche e ambiente SpA di Roma) e il cognato Gagliardi, fa registrare queste affermazioni:
« Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno ». « Lo so »(ride) « Per carità, poveracci ». « Va buò ». « Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto ». >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Hier matin, l’Iran était aux portes du pays. Toute la presse titrait à la une sur l’agression iranienne à l’ambassade italienne. Tout le web journalistique également. Nulle part ailleurs. Pourtant ici le ministre des affaires étrangères appelle à des « sanctions », au consensus international autour du candidat au Nobel de la Paix 2010: Ben Lusconi. On frôle la crise internationale. Dans la presse italienne. Plus tard dans la journée ces titres reprendront leur place naturelle: au fond à droite, à côté du sport. Un peu comme fait avec Rosarno, dont Il Giornale a parlé surtout pour glisser la parole « nègres » à la une. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
« La scelta di appoggiare De Luca è un passo falso »
Palermo, 8 Feb. — « La scelta di appoggiare De Luca è un passo falso, non la condivido e pertanto non darò il mio contributo per una sua eventuale elezione« . >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Angelino Alfano (ministre de la Justice) :
« En entrée nous avons l’ « empêchement légitime« , puis l’immunité, et en plat principal le Lodo Alfano-bis. Pour finir le « procès bref » en dessert. »
Silvio Berlusconi (président du Conseil) : >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Tirer à vue sur le Parti Démocrate italien (PD) est peut-être devenu le sport favori de ses amis déçus -plus encore que celui de ses ennemis- mais il faut dire qu’on frise le sadomasochisme. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Un anno fa, una rapina proponeva come protagonisti le maschere di Berlusconi e Dell’Utri. Ieri, a San Polo d’Enza (RE), i banditi indossavano quelle di Berlusconi e D’Alema. S’ipotizza una nuova tendenza: l’effetto Copasir.
Bersani, premier secrétaire du Parti Démocrate italien, a enfin parlé. À la grande joie de la presse du Cav. Berlusconi, car ce fut pour défendre un « fumeur de crack ». Enfin, une (presque) jeune star de la télévision, Morgan. Sorte de « musicien officiel pour la télévision », étalé comme le bon beurre à cause d’éventuelles déclarations subversives tenues récemment par ce dernier (« je tire de la coke, je fume du crack, je suis déprimé » etc), sorties du placard pendant que Ciancimino jr déclarait que la mafia investissait dans « Milano 2″, complexe immobilier du Cavaliere, et que Dell’Utri fidèle bras droit du « Cav. » Silvio, avait remplacé son père comme homme de liaison entre l’État et la mafia. Tout cela pendant que le grand médiateur international Berlusconi travaillait sur son dossier Nobel de la Paix 2010 (il est officiellement candidat depuis le 16 janvier) en Israël >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Cher client Carrefour, vous avez un problème de parking, vous voulez connaître nos horaires? vous êtes… dérangés par la présence de nomades?
Le service clients Carrefour Italie proposerait à ses clients la possibilité de signaler la gêne occasionnée par la présence de « nomadi« , c’est à dire de nomades, les gens du voyages. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Selon le fils repenti de l’ex-maire mafieux de Palerme, Cosa nostra investit sur Milano 2, œuvre Edilnord (propriété de Fininvest, donc de Berlusconi) et Bernardo Provenzano, capo dei capi, bénéficiait d’une « immunité » garantie au plus haut niveau de l’État.
Vito Ciancimino (1924-2002) et son fils Massimo
Massimo Ciancimino, fils de Vito, l’ex-maire de Palerme convaincu d’être à la solde de Cosa nostra, continue à faire des déclarations fracassantes. Et très peu médiatisées, sinon approfondies. On en revient toujours au même chapitre, que son père incarnait d’ailleurs en tout point: la négociation. On parle ici d’accords passés entre l’État italien et la mafia (Cosa nostra), des conséquences -à moyen terme- du maxi-procès (l’application effective des sentences), puis des assassinats de Falcone et Borsellino. Mais aussi de la naissance du parti politique Forza Italia>>Tout lire>>Leggi tutto>>
Una cosa piacevole con Bin è la sua puntualità. Tutti i week-end ci manda le sue news. « C’est sympa« , come dicono i Francesi. Questa settimana si è appassionato di « ecologia ». Hai voglia, un tema importante, fanno pure grandi summit europei al riguardo. Poi si sente che è un appassionato. Un pò come quando Veltroni si appassionò di antimafia. Fa tenerezza. Sono temi importanti, mannaggia.
Peccato che in Italia non abbia nessuno con cui dibattere, veramente un peccato. Sul Resto Del Carlino hanno fatto un pò fatica a riempire le due pagine, però alla fine è stato fatto un bel servizio grazie all’analisi dettagliata di Mario Giuliacci, il « noto meteorologo televisivo », e di due esperti>>Tout lire>>Leggi tutto>>
Quando la televisione e l’informazione sono controllate ed i media si fanno organi politici, l’unico spazio che rimanga a disposizione della conoscenza, della cultura e del senso civico è forse la scuola. Sarà per questo motivo o solo per stupidità che si vorrebbe (anche) sacrificare la geografia? La posta in gioco è la conoscenza del mondo e delle sue risorse attraverso le mappe.
Non capire, non sapere. Ho potuto leggere, inorridito, della volontà del ministro Gelmini di penalizzare la materia « Geografia ». Il suo destino? abbinata alla Storia, o destinata a sparire. Almeno così si dice in queste ore. Comunque è di nuovo ufficialmente relegata al suo posto peggiore: questa cosa noiosa, che poi… e vedremo… e se abbiamo tempo… se veramente dobbiamo… che « non è interessante ». Però… >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Non si sa se è vivo ma, dicono gli ufficiali americani, « finché lo sarà ci sarà la guerra ». Ah. Magari è morto da anni, ma nel dubbio… rivendica attentati, sempre di week-end. E in questa nuova fase di transe à la une, una frase nella Repubblica mi fa cascare le braccia: « Non è possibile accertare l’autenticità del messaggio, ma la voce registrata assomiglia a quella di altri messaggi del capo di Al Qaeda. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
« Lite per una webcam » ? Ma vi sembra un titolo decente quando si tratta di un popolarissimo politicomico che è andato chiedere conto di 350.000 firme al presidente del Senato (accusato di essere mafioso) durante il 213mo compleanno del Tricolore? E il fotografo era pure in ferie ragazzi? >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Oggi, 07.01.2010, il presidente del Senato Schifani sarà a Reggio Emilia. Per festeggiare il 213° compleanno del Tricolore . Sarà contestato da Beppe Grillo (« dove sono finite le 350.000 firme di Parlamento pulito? ») e « i Disobbedienti » (lo dice la Gazzetta locale…). Visto l’aria che tira e visto che -appena accusato (20 novembre) di essere « vicino ad ambianti mafiosi »- il presidente aveva ricevuto una lettera di minaccia di morte scritta a Reggio (« il 21 novembre ») e mandata da Bologna (l’importante sta nel « rosso », sa com’è…) … e visto i simboli a disposizione (Tricolore, Costituzione, « il covo » delle Brigate Rosse, Grillo, i « No-Global dell’odio »)… sarà mica che ci fanno un Duomellino-bis oggi? Stiamo a vedere. vV